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Il Veneto: conformazione del territorio
Mercoledì 05 Gennaio 2011 14:40

Il Veneto


Con una superficie di 18.390 km², il Veneto costituisce l'ottava regione italiana per superficie.

Il punto più a settentrione è Cima Vanscùro (al confine con l'Austria) e il punto più meridionale è costituito dalla Punta di Bacucco.

I confini terrestri vengono individuati da elementi naturali di tipo idrografico (Po, Tagliamento, Livenza), ma anche di tipo orografico (come ad esempio i contrafforti a nord dell'altopiano di Asiago, o il monte Baldo).

 

Il Territorio è morfologicamente molto vario, con una prevalenza di pianura (56,4%), ma anche estese zone montuose (29,1%) e, in minor misura, collinari (14,5%).


La montagna

Le Dolomiti

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/24/Pelmo_da_Palafavera.jpg/220px-Pelmo_da_Palafavera.jpgIl Monte Pelmo, massiccio dolomitico nel quale si nota la stratificazione rocciosa

La montagna veneta è rappresentata per il 70% dalle Dolomiti della Provincia di Belluno. Quest'area, di particolare valore paesaggistico e naturalistico, ma anche turistico, include note vallate e regioni quali il Cadore, il Comelico, l'Ampezzano e l'Agordino. Questi rilievi, appartenenti ai gruppi orientali e meridionali delle Dolomiti, non formano vere e proprie catene montuose, ma si presentano più spesso come massicci isolati di roccia calcareo-dolomitica. L'orogenesi alpina ha sollevato e frantumato coltri di rocce organogene (coralli, alghe, conchiglie) isolandole in banchi solitari, da cui la tipica stratificazione delle pareti.

Sovente le cime superano i 3.000 m s.l.m. e culminano con i 3.342 m della Marmolada. Altri massicci degni di nota sono le Tre Cime di Lavaredo, l'Antelao, il Pelmo, le Tofane, il Cristallo, il Sorapiss e il Civetta.

 

Le prealpi

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/28/Vista_dal_monte_grappa.JPG/220px-Vista_dal_monte_grappa.JPGVal delle Mure vista dalla cima del Monte Grappa

Il ripiegamento ed il sollevamento di strati sedimentari marini ha formato quella lunga catena di rilievi, dette prealpi venete, caratterizzata dall'alternarsi di massicci e vasti altipiani. La catena fa da corona alla pianura e si estende dal lago di Garda sino al confine con il Friuli-Venezia Giulia, dove è continuata dalle prealpi carniche.

Tra i massicci e le località più importanti, sono da ricordare la Lessinia, l'altopiano dei Sette Comuni, il massiccio del monte Grappa, la catena del monte Cesen, il Nevegal nella Valbelluna e infine l'altopiano del Cansiglio e l'Alpago. Le cime superano di rado i 2.000 m e raggiungono il loro massimo con il Col Nudo (2.472 m).

 

 

La collina

File:Colline trevigiane.JPGLe colline di Treviso viste dal Monte Cesen

Le colline venete appartengono principalmente alla fascia che si allunga ai piedi delle prealpi. Gran parte dei rilievi sono di origine orogenetica e possono essere considerati fenomeni periferici al sollevamento delle Alpi. Per questo motivo, si dispongono spesso in modo parallelo alle stesse prealpi.

Di diversa formazione sono, invece, le colline che si trovano allo sbocco delle valli dell'Adige e del Piave, formatesi da depositi accumulati da ghiacciai quaternari (si tratta dunque di rilievi morenici). Differente ancora è l'origine dei Colli Berici e dei Colli Euganei, gruppi isolati nel mezzo della pianura veneta. I primi, situati a sud di Vicenza, sono una continuazione della Lessinia e presentano caratteristiche simili a questa, con rocce di tipo vulcanico. I Colli Euganei, in provincia di Padova, sono di natura prettamente vulcanica, cosa comprovata anche dalla formazione conica degli stessi e dalla fitta presenza di sorgenti termali.

 

La pianura

File:Campagna di Soresina.jpgTipico scenario estivo della bassa pianura padana

La pianura veneta è stata (ed è tuttora) resa tale e ingrandita grazie all'intervento di alcuni fra i più importanti fiumi italiani: da sud a nord, si ricordano il Po, l'Adige, il (o la) Brenta, il Sile, il (o la) Piave, il (o la) Livenza, il Lemene e il Tagliamento.

Favoriscono l'agricoltura una fitta rete di canali artificiali che spesso sfruttano l'acqua proveniente dalla fascia delle risorgive che caratterizza la media provincia di Treviso. Il Polesine, zona pianeggiante in provincia di Rovigo compresa tra il fiume Adige e Po, presenta delle caratteristiche peculiari, essendo la sua altitudine media inferiore ai 30 m. Questo ha reso necessario l'edificazione di argini per i grandi fiumi, nei quali le acque scorrono ad un livello spesso superiore a quello della pianura circostante.

 

 

 

La fascia costiera: il delta del Po e le lagune

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/3f/Laguna_veneta.JPG/220px-Laguna_veneta.JPGPaesaggio lagunare nei pressi di Burano

Avvicinandosi al mare la pianura si confonde con alcune delle zone anfibie più interessanti ed estese d'Italia. In passato queste erano comprese in un'unica grande laguna che andava dalla Romagna sino al Friuli. Attualmente, si distinguono in particolare il Delta del Po e la Laguna Veneta, limitata a sud dalla foce del Brenta presso Chioggia e a nord dal fiume Sile, che scorre nell'antico alveo del Piave; più a nord si trova invece la laguna di Caorle.

 

 

 

Clima Precipitazioni Fiumi

 

Clima

Nel territorio della regione vi è una varietà di condizioni climatiche che vanno dai climi molto rigidi delle zone montane, dove le temperature in inverno scendono abbondantemente sotto lo zero (anche a -25), a quelli miti della fascia pedemontana, esposta a sud e protetta a nord dalla catena delle prealpi. In queste zone il clima gradevole ha reso possibile la coltivazione di piante tipicamente mediterranee, come gli ulivi, la presenza dei quali segna la zona più a nord dove è possibile trovarli. Il clima della pianura, risente marginalmente della mitigazione del mar Adriatico.

Le nebbie invernali possono favorire le gelate e le brine, mentre l'umidità in estate esalta la percezione di caldo, rendendolo spesso afoso.

L'esposizione a Est della regione favorisce l'introduzione di venti quali Bora e Scirocco, con la conseguenza che si hanno cambi di temperatura bruschi. Nella pianura a Est e a Sud la presenza di zone umide (fiumi, lagune, foci) favorisce la formazione di nebbie invernali e di foschie estive, accentuando la percezione della temperatura.

 

Precipitazioni

Per quanto riguarda le precipitazioni, i massimi di 1500 o 2000 mm annui si hanno nella fascia prealpina, che funge da condensatore dei vapori che si formano nella pianura. La piovosità decresce spostandosi a nord nelle zone montuose dolomitiche (meno di 1500 mm) e spostandosi a sud, nelle aree collinari e pianeggianti (tra 1000 e 1300 mm), toccando il valore minimo nella zona del delta (sotto i 600 mm annui).

 

Fiumi

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/32/Fiume_Piave_018.jpg/300px-Fiume_Piave_018.jpgGrazie ad un elevato innevamento della zona montuosa, da dove nascono molti fiumi, si ha una costante presenza di acqua negli alvei dei fiumi che attraversano il Veneto. Per quanto riguarda il Po e l'Adige, i quali attraversano il Veneto nella parte terminale del loro percorso, risentono delle caratteristiche dei fiumi dei bacini ampi e complessi, dove la presenza di ghiacciai perenni favorisce la presenza abbondante di acqua fino all'estate. I fiumi come il Piave o il Brenta, che nascono rispettivamente nelle Alpi di Veneto e Trentino-Alto Adige, risentono di periodi di piena alternati a periodi di secca. Tali fiumi, dopo che hanno lasciato le valli alpine, entrando nella parte alta della pianura, formano degli ampi conoidi ghiaiosi, detti "grave", che solo in certi momenti dell'anno si riempiono d'acqua. Più in giù, formano i fontanili, dai quali, per risorgiva, si formano moltissimi altri fiumi, dal corso breve, che caratterizzano la pianura veneta, rendendola una delle zone più fertili d'Europa.

Le grave del Piave in Valbelluna

 

 

Risorgiva

Una risorgiva, o fontanile, è una sorgente di acqua dolce tipica della Pianura Padano-Veneta. Solitamente l'uso del termine risorgiva è preferibile quando l'affioramento è naturale, mentre si parla di fontanile quando la sorgente è di origine antropica. La sovrapposizione dei due termini deriva dal fatto che spesso i fontanili venivano scavati in aree già interessate da risorgive.

imageStruttura geologica: le acque piovane e fluviali, che trovando materiali molto permeabili, penetrano in profondità nel sottosuolo, formando una falda freatica, possono tornare in superficie in corrispondenza di materiali impermeabili. L'acqua che fuoriesce da fontanili e risorgive presenta una temperatura costante compresa fra i 9 - 10 °C in inverno e i 12 - 14 °C in estate.

Nella Pianura Padano-Veneta i materiali permeabili sono dati dalle ghiaie delle mega-conoidi alluvionali dell'alta pianura, mentre gli impermeabili sono dati dai depositi di esondazione formati da limo ed argilla della bassa pianura.

Ad esempio a Montorio Veronese, dove l'acqua piovana della Lessinia filtrata attraverso le rocce permeabili che la caratterizzano riaffiora, a contatto con strati impermeabili di tipo argilloso, sono presenti ben sette risorgive, che generano due laghetti e diversi fossi, dando al paese le caratteristiche di una piccola Venezia.

 

 

www.agr.unifi.it/materialedidattico/idringnat/rtcap1.pdf
it.wikipedia.org/wiki/Geografia_del_Veneto



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