| Le Ville della Riviera del Brenta: Comune di Mira |
| Mercoledì 22 Dicembre 2010 17:41 | ||||||
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1) Villa Foscari detta La Malcontenta; 2) Villa Seriman, Foscari Widmann-Rezzonico; 3) Villa Allegri von Ghega; 4) Villa Mocenigo; 5) Villa Principe Pio; 6) Barchesse Di Villa Valmarana; 7) Villa e Barchessa Alessandri; 8) Villa Bon Tessier; 9) Villa Gradenigo; 10) Villa Contarini Pisani detta Dei Leoni; 11) Villa Levi Morenos; 12) Villa Moscheni, Volpi; 13) Villa Franceschi, Bianchini, Patessio; 14) Villa Priuli; 15) Villa Querini, Dalla Francesca-Tiozzo; 16) Villa Venier. Â 1. Villa Foscari detta La Malcontenta
 Villa Foscari detta La Malcontenta è una villa veneta costruita da Andrea Palladio nel 1559 a Malcontenta, località in prossimità di Mira, lungo il Naviglio del Brenta, per i fratelli Nicolò e Alvise Foscari.  2. Villa Seriman, Foscari Widmann-Rezzonico
 La villa - che comprende la casa padronale con il giardino e la corte adiacente, la barchessa, la chiesetta e il vasto parco a nord con la serra, arricchito da statue settecentesche, numerose specie arboree e un laghetto - si trova lungo la riviera del Brenta, nel Comune di Mira (VE), in località Riscossa. Apertura al pubblico: Casa dominicale - Barchesse e annessi (solo esterni) - Parco
Gli interni sono decorati in parte a stucco e la villa è circondata da un ampio parco suddiviso in giardino all'italiana (nella parte fronte canale) e giardino all'inglese nella parte retrostante. E' costellato da statue, colonne, una vera gotica da pozzo, un arco ed una graziosa adiacenza un tempo adibita a scuderia. Nel parco sono presenti numerosi alberi ed essenze ultra secolari. Molti gli ospiti che hanno soggiornato in villa nel corso dei secoli. Tra i suoi ospiti ci sono importanti figure storiche come il maresciallo Josef Radetzky (da qui comandò nel 1848 l'assedio a Venezia), il maresciallo napoleonico Auguste Marmont (Duca di Ragusa), il principe d'Arenberg, il musicista Pietro Mascagni e l'avventuriero Giacomo Casanova. Nella prima metà dell'Ottocento fu la residenza di Carl Ritter von Ghega, progettista della ferrovia del Semmering in Austria, la prima ferrovia di montagna d’Europa. Via Venezia 179, Mira-Oriago
La considerevole costruzione di villa Mogenigo si staglia con il prospetto principale sulla riva destra del Brenta in località denominata alle Gambarare di Mira. La famiglia veneziana dei Mocenigo aveva i propri principali possedimenti sul Brenta a Dolo, dove godevano la proprietà di alcuni mulini e di varie fabbriche costruiti soprattutto durante il Cinquecento e il Seicento e vollero essere rappresentati con una importante costruzione anche a Mira, probabilmente utilizzando la struttura planimetrica di una precedente villa. Non esiste accordo tra gli studiosi riguardo la datazione, ma l’ipotesi presentata da Baldan secondo la quale l’edificio venne costruito tra il 1660 e il 1663 va accolta con prudenza e prevale l’ipotesi di un’edificazione settecentesca. Appartenuta ai De Luigi, quindi alla famiglia Zara nel secolo scorso, oggi il complesso è proprietà del Comune di Mira; utilizzato come sede dall’università di Ca’ Foscari di Venezia, appare in buono stato di conservazione. La villa, a due piani e quindici assi, ha la facciata principale esposta a nord-ovest e segue un forte sviluppo orizzontale, sottolineato dalle fasce marcapiano e marcadavanzale che cingono la villa. Negli ambienti interni si conservano resti di decorazioni a stucco e affreschi attribuiti a Giandomenico Tiepolo (Mazzotti, 1954).
 6. Barchesse Di Villa Valmarana
Barchessa Ovest Demolito il corpo dominicale all’inizio del secolo scorso – sembra per convenienza economica rispetto al restauro – restano oggi sulla riva destra del naviglio del Brenta le due barchesse del complesso voluto dai Valmarana nei loro vasti possedimenti di Mira. Presenti nella zona dopo il 1734, fu Leonardo Valmarana nel corso dei primi anni sessanta del Settecento a voler ristrutturare gli edifici della proprietà acquisita dai Dolfin, conferendo ad essi l’aspetto illustrato dalla XXVIII incisione di Costa. La magniloquenza degli esterni e la ricchezza delle decorazioni interne che le barchesse acquistano con gli interventi settecenteschi denunciano la loro trasformazione in foresterie, secondo i modi linguistici dell’ambiente architettonico riferibile a Giorgio Massari o a Giovanni Scalfarotto (Bassi, 1987). Se quella a destra della villa, dopo essere stata sfruttata come rimessa agricola e osteria fino al 1912, ha avuto in sorte proprietari che a partire dagli anni sessanta del Novecento l’hanno restaurata, ora è in parte abitata e in parte aperta ai turisti, l’altra, con annesso e oratorio, è stata trasformata in casa colonica, frazionata in più proprietà e pesantemente manomessa. Tutt’oggi il suo stato di conservazione appare quanto meno disordinato, grazie anche alla parziale chiusura del portico per ricavare ulteriori locali interni, avvenuta probabilmente già all’epoca della demolizione della villa. Allo stesso periodo e lotto di interventi è imputabile l’abbattimento dei lati lunghi delle barchesse. La loro facciata principale, rivolta all’incirca a nord verso l’alveo del Brenta, è costituita dalla sovrapposizione al centro dell’ampio portico trabeato, sostenuto da colonne binate tuscaniche con pilastri d’angolo, di un paramento murario che ricorda l’arco trionfale: nelle campate comprese tra quattro paraste ioniche giganti, raddoppiate all’angolo, si distribuiscono le aperture che compongono il motivo a serliana, mentre appena sotto l’alta trabeazione altrettante specchiature accolgono stemmi in rilievo o, nel caso dell’edificio di sinistra, un orologio.
Barchessa Est  Tel. 041 4266387 - 041 5102341 Â
Gli interni affrescati della foresteria Particolare del prospetto meridionale della foresteria La seicentesca foresteria Alessandri sorge sulla riva sinistra del Brenta, a Mira, accanto alla villa omonima. È un edificio a forma di L, il cui lato breve conserva ancora le tracce originali e una serie di importanti affreschi del pittore Antonio Pellegrini (Venezia 1675-1741) in tre ambienti del piano nobile, commissionati da Cesare Alessandri nel 1704. Il più rappresentativo è il saloncino dove, fra porte e finestre, cornici in finto stucco e oro zecchino inquadrano affreschi mitologici ispirati alle Metamorfosi di Ovidio. Secondo gli studiosi R. Pallucchini ed E. Bassi, queste rappresentazioni anticipano il linguaggio pittorico settecentesco e sono importanti per lo sviluppo dei cicli "tiepoleschi." Le altre stanze sono affrescate con scene di amore fra Antonio e Cleopatra e di Annibale che giura odio ai Romani. Padova ha onorato l'artista con una mostra al Palazzo della Ragione (settembre '98 - gennaio '99) definendolo "Il Maestro veneto del Rococò alle corti d'Europa"; in quest'occasione è stata evidenziata l'importante testimonianza di foresteria Alessandri, una delle tre opere ad affresco di Antonio Pellegrini in Italia e quella che maggiormente rispecchia il suo rinnovamento stilistico. Telefono 041415729.
Villa Bon Tessier Riviera Giacomo Matteotti 6/7, Mira Taglio, Mira.
Villa Gradenigo presenta la tipica costruzione a pianta quadrate del primo Cinquecento. Essa è decorata sia al piano terreno che al primo piano, e molte pitture (di tema storico e mitologico) sono state attribuite a Paolo Veronese, per la loro qualità ed eleganza pittorica, anche se sembrano essere riconducibili più giustamente al fratello Benedetto. Â
 Pochi gioielli architettonici sono rimasti al centro della vita di una comunità quanto lo stupendo complesso della Villa dei Leoni, nel pieno centro della cittadina. Sia i dipinti che i leoni sono tuttora a Parigi nell'omonima casa-museo; i leoni attuali sono infatti una copia degli originali. Un'ampia scalinata conduce all'ingresso; a sinistra si apre una stanza detta "degli specchi" con le cornici ricche di dorature che si ripetono sulle pareti e sul soffitto. Al piano nobile si giunge con una scala con il soffitto a volta. La facciata a Nord, che immette nel giardino all'italiana, è di notevole bellezza, con una elegante loggia a cinque archi che alleggeriscono il complesso. Info: la villa non è visitabile. Â
All'interno, nel salone centrale, affreschi con allegorie delle stagioni risalenti al 1830-40, Attualmente di proprietà dell'Amministrazione Comunale di Mira. Â
Collocato sulla riva sinistra del Brenta, il complesso si affaccia sulla strada con il prospetto principale del corpo dominicale e il fronte breve delle due barchesse parallele che lo affiancano. Realizzato durante i primi decenni del Settecento, nel corso dei secoli successivi il gruppo di manufatti ha subito infatti alcuni interventi di modifica, ampliamento e frazionamento proprietario non così consistenti da rendere oggi difficoltosa la lettura del primitivo impianto. Ciò grazie anche ai restauri programmati a partire dagli anni ottanta del Novecento, a cura degli attuali proprietari, intesi a recuperare ove possibile l’antico assetto. Il corpo padronale si eleva per due piani su una pianta rettangolare, disegnata secondo la tradizionale distribuzione degli spazi interni per una residenza in villa: al centro i saloni passanti, ai lati gli ambienti di soggiorno, di servizio e i collegamenti verticali. Sempre secondo l’uso, la facciata denuncia tale tripartizione. In questo caso le sale che attraversano la profondità dell’edificio sono illuminate ciascuna da coppie di tre aperture, di cui quella centrale più alta e a tutto sesto. Al piano nobile quest’ultime, a porta finestra, si affacciano su un parapetto con balaustri lapidei. Ma ciò che sottolinea in modo deciso la porzione mediana è il sistema cruciforme dei grandi abbaini. I maggiori sono definiti in alzato da un partito di lesene di ordine pseudo-dorico. Il complesso ha subito numerosi passaggi di proprietà , dai Moscheni ai Dal Bene e ai Reali nel Settecento, ai Coloredo, Volpi e Sannazzari tra il XIX e il XX secolo.  13. Villa Franceschi, Bianchini, Patessio
La villa, affacciata sulle sponde del Brenta, nel Comune di Mira (VE), è circondata da un suggestivo parco di circa 33.000 metri quadrati con essenze e piante tipiche dei giardini romantici ottocenteschi (tigli, tassi e bossi secolari), un pregiato corredo statuario originale e piacevoli aree di sosta. La proprietà è cinta da una mura in mattoni a facciavista con due grandi ingressi laterali, delimitati da pilastri ornati da anfore lapidee. Â
È appartenuto in un primo tempo alla famiglia Priuli, in seguito ai Bon, ai Falier, ai Perale, ai Walter. Attualmente il complesso, di proprietà Fürstemberg, consta di un edificio padronale circondato da un ampio parco all’interno del quale si trovano anche una barchessa, una “torre†colombara e un oratorio. La villa ha avuto una edificazione in due tempi distinti: a un primo modesto nucleo cinquecentesco, su cui tutti gli studiosi concordano, è stato anteposto un alto corpo edilizio con loggia a tre arcate di ordine ionico, con cui «alcuni decenni dopo la costruzione della villa, si volle dare un carattere monumentale all’edificio più modesto che preesisteva» (Magagnato, 1960), ma altri collocano la sua costruzione nell’inoltrato Seicento (Concina, 1980). A destra del corpo padronale, verso oriente, si trova la barchessa con portico a quattro campate, di cui quella più a destra è cieca. Davanti alla barchessa e in direzione ad essa perpendicolare, verso meridione, è posta una colombara dal disegno di facciata tripartito: con parte centrale a due registri e ali a un solo registro con terrazza superiore a parapetto pieno; tutte con aperture arcuate. Nel parco, a sinistra della villa e antistante ad essa, si trova anche un oratorio.   15 . Villa Querini, Dalla Francesca-Tiozzo
A Mira, sul piegare di un’ansa del naviglio del Brenta, lungo la sua sponda destra, si eleva monumentale e sobrio il complesso di villa Querini. Edificato nel xvi secolo, è composto dall’abitazione dominicale posta in posizione centrale tra due barchesse. Queste si attestano a confine sul lungargine con il lato breve, allineate con il prospetto della villa secondo uno schema ricorrente nell’area. Il corpo di fabbrica dell’originaria residenza ha una tradizionale pianta su base pressoché quadrata, tre piani, tetto a piramide. La consueta tripartizione planimetrica si riscontra nella disposizione delle aperture che, sole, individuano l’asse passante dell’androne e del salone. Al piano nobile, dove tutte le finestre sono archivoltate, queste si raggruppano verso l’asse mediano a formare una trifora con l’apertura centrale più ampia e quindi più alta. Al suo interno, un prezioso ciclo di affreschi, opera di B. De Pitati e della sua bottega, per la quale lavorarono anche i giovani Tintoretto e Bassano.
Costruita verso la fine del Cinquecento dalla famiglia Venier, la villa ha subito nel corso degli anni modifiche in particolare nel suo blocco centrale. Il parco fa da cornice alla casa padronale, a pianta quadrata, e alle due barchesse che, assieme al vicino oratorio, formano l’intero complesso architettonico. La villa fu abitata per i suoi primi due secoli di vita dagli stessi Venier, mentre negli anni successivi i suoi proprietari furono i Contarini, gli Zen, i Manin, fino ai Gipollato. Dopo avere ospitato a lungo una scuola gestita dalla Suore Canossiane, è ora proprietà dell'Ente Ville Venete. Le due barchesse laterali sono arricchite al loro interno da affreschi secenteschi: quella di sinistra è impreziosita nel suo soffitto a volta dalle consuete finte architetture che, mirando ad abbattere lo spazio limitato dalle pareti murarie, inquadrano storie epiche riportate dai poemi omerici. L’insieme, unito alle grandi masse aggettanti delle colonne e delle trabeazioni, assume la tipica e importante atmosfera barocca. Anche le altre stanze sono decorate, ma le pitture sovrapposte e i vari rifacimenti nel corso dei secoli non permettono di apprezzare le caratteristiche originali delle decorazioni. La barchessa di sinistra presenta un solo salone, anch’esso dipinto con finte architetture e con scene che hanno per protagonisti personaggi della mitologia classica. I critici sono divisi sull’attribuzione di tali pitture: si ritiene tuttavia che l’autore possa essere Francesco Ruschi, della scuola del Cavalier d’Arpino (la medesima del Caravaggio), che si ispirò nei suoi lavori alle correnti veneziane cinquecentesche e alla maestria decorativa del Veronese.    http://www.rivieradelbrenta.biz/- www.comune.dolo.ve.it/- http://www.irvv.net/ http://www.enrosadira.it - http://www.villevenete.net |
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