In bicicletta da Aquileia alla foce dell'Isonzo passando per Grado - impressioni

Ogni volta che raccontiamo un viaggio, piccolo o grande che sia, la prima cosa di cui parliamo (o scriviamo) è sempre quello che più ci ha impressionato: non a caso chiamiamo quest'angolo "le nostre impressioni". Di questo itinerario la prima immagine che ci viene in mente è il colore da fiaba dell'Isonzo. Non esiste il colore  “azzurro smeraldo” e non sappiamo se questa possa essere una definizione spendibile in italiano; di sicuro sappiamo che è un colore unico, una fusione di azzurro, turchese e verde, un colore  che neanche le foto riescono a  riprodurre fedelmente, almeno quelle fatte con la nostra umile macchina digitale.  I nostri vecchi giustificavano questo particolare  colore dell’acqua come un omaggio all’enorme numero di soldati che qui sono caduti durante  la Prima guerra mondiale,  quando 615 mila soldati astroungarici e italiani si spararono da una sponda all'altra con ogni sorta di arma leggera e pesante. Ma oltre ad un fiume legato alla storia siamo di fronte anche ad una zona di particolare interesse naturalistico la cui cura, da parte delle Regione Friuli, ci ha davvero impressionato. Durante il nostro giro, a testimonianza di quanto appena detto, abbiamo conosciuto turisti inglesi e tedeschi che vengono in queste zone a praticare il birdwatching  per le particolari specie di uccelli acquatici presenti. Suggestiva e graziosa la spiaggia di Marina Julia, un angolo inaspettatamente originale e tranquillo  se si pensa  che è a pochi chilometri dalle frequentatissime Grado o Lignano. Bellissima la pista ciclabile che per molti chilometri segue la costa.

Un avviso importante: se lo fate d'estate partite con  una buona scorta d'acqua, un cappello, la giusta attrezzatura in caso di foratura (non ci sono meccanici lungo il percorso) e una buona crema solare.

Buona passeggiata a tutti

 

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